San Porfirio: «Insegnate ai bambini a chiedere l’aiuto di Dio»
foto: Sacro Monastero della Madonna delle Vlachèrne, Corfu
San Porfirio: «Insegnate ai bambini a chiedere l’aiuto di Dio»
L' umiltà è la medicina e il grande segreto per il progresso dei bambini . La fiducia in Dio dona sicurezza assoluta. Dio è tutto.
Nessuno può dire «io sono tutto». Questo alimenta l’egoismo. Dio vuole che indirizziamo i bambini verso l’umiltà. Senza umiltà né noi né i bambini possiamo fare nulla.
Occorre attenzione quando si incoraggiano i bambini. Non bisogna dire loro: «Ce la farai, sei grande, sei giovane, sei coraggioso, sei perfetto!…». In questo modo non li si aiuta.
Ma si può dire loro di pregare. Si può dire: «Figlio mio, i doni che possiedi, Dio te li ha dati. Prega che Dio ti dia la forza per coltivarli e avere successo. Che Dio ti doni la Sua Grazia». Questo è il perfetto. In ogni cosa i bambini devono imparare a chiedere l’aiuto di Dio.
Lodi e complimenti fanno male ai bambini. Che cosa dice la Parola di Dio? «Popolo mio, quelli che vi lodano vi ingannano e turbano i sentieri dei vostri piedi». Chi ci elogia, ci inganna e rovina i percorsi della nostra vita. Quanto sono sagge le parole di Dio!
L’elogio non prepara i bambini ad affrontare le difficoltà della vita: crescono inadeguati, si perdono e alla fine falliscono. Oggi il mondo è rovinato. Al bambino piccolo si rivolgono sempre parole di elogio. «Non sgridiamolo, non opponiamoci, non facciamogli pressione». Così, però, non impara a reagire correttamente neppure davanti alla più piccola difficoltà. Appena qualcuno si oppone, si abbatte, non ha forza.
I genitori sono i primi responsabili del fallimento dei figli nella vita, seguiti da maestri e insegnanti. Li lodano continuamente. Rivolgono loro parole che alimentano l’egoismo. Non li portano nello Spirito di Dio, ma li allontanano dalla Chiesa.
Quando i bambini crescono e vanno a scuola con questo spirito di egoismo, si allontanano dalla fede e la disprezzano, perdono il rispetto verso Dio, verso i genitori e verso tutti. Diventano ribelli, duri e insensibili, senza rispetto né per la religione né per Dio. Abbiamo generato egoisti e non cristiani.
(Dal libro del Gerontas Porfirio Kavsokalyvita, “Vita e discorsi”, ed. Sacro Monastero di Chryssopigi, Chania 2003.)
Consigli per le donne in gravidanza
Una volta che mi trovavo a Kalissia, vidi il Padre parlare a molti dei suoi figli spirituali, seduti intorno a lui, attenti e silenziosi.
Nel momento in cui arrivai, parlava della gravidanza.
Ricordo bene che disse che la donna incinta deve avere la sua attenzione rivolta al bambino che porta in grembo e a Dio.
Deve essere sempre gioiosa e serena. Se possibile, deve cantare o intonare inni.
Perché se lei è triste, lo è anche il bambino.
Deve uscire nella natura per passeggiare e mettere l’incenso a casa.
Non deve fare lunghi viaggi in macchina, per evitare brusche frenate.
Deve nutrirsi con alimenti scelti: uova fresche e latte, yogurt e formaggio per il calcio. Anche carne e frutta.
Quando poi il bambino comincia a muoversi nel grembo, deve parlargli e accarezzare la pancia. Il bambino lo sente e gli piace.
Non deve mai arrabbiarsi o adirarsi, perché questo fa male al bambino.
«Avete capito? – diceva il Padre – Non vedete che abbiamo tanti santi? Le loro madri erano sante e i figli divennero santi. Citava le madri dei Tre Gerarchi, di Sant’Agostino e di molti altri».
Avete capito quanto è importante essere buoni? Eh? Avete capito? Ora abbiamo detto dell’incenso. Se uno è fedele e brucia incenso nel suo palazzo, esce un vicino sulle scale e grida: “Ehi, che cos’è questo? Un cimitero?”.
Le parole del Padre suscitarono ilarità negli astanti ed egli continuò:
«I genitori devono diventare santi, affinché lo diventino anche i figli. Diventate santi! Diventate santi e vedrete che anche i vostri figli diventeranno buoni. Dovremo rendere conto se non avremo condotto i nostri figli vicino a Cristo. Molti pensano a lasciare loro dei beni materiali. Ma se non abbiamo Cristo, non abbiamo nulla!»
(Dal libro di Paraskevas Lampropoulos, “Le mie esperienze accanto a San Porfirio”, ed. La Trasfigurazione del Salvatore, Milesi 2015.)