Metropolita Neofitos Morfou sugli incendi
Morfou sugli incendi: «Dentro di me dissi: Croce di Cristo… fermati a Omodos»
Durante l’omelia nella Divina Liturgia a Pedoulas, il Metropolita di Morfou ha parlato del devastante incendio che ha distrutto gran parte dei villaggi montuosi di Limassol. Morfou Neofytos ha sottolineato, in sintesi, che l’allontanamento del popolo dalla Croce di Cristo ci conduce a tali catastrofi, come quella che ha colpito la regione montuosa di Limassol.
«Mi chiedevo quale preghiera dovessi recitare», disse, «e dentro di me udii: Croce Santissima di Cristo, salvaci con le tue potenze. Alla fine il fuoco arrivò fino al Santo Legno della Croce a Omodos, e lì si fermò. Abbiamo quest’arma nelle nostre mani, clero e popolo: la Santa Croce. Ma sembra che non la utilizziamo in tutte le circostanze e in tutti i tempi. I nostri padri si segnavano per ogni cosa: facevano il segno della croce sui figli, sulla natura, sugli alberi e sugli uccelli. Insegnavano che la forza più grande al mondo, capace di respingere l’invidia di Satana, è quella della santa e vivificante Croce».
Proseguendo, aggiunse: «Ricordo San Iakovo Tsalikis in Eubea. Lo trovai con una pala piena di carboni ardenti. Vi metteva molto incenso e percorreva tutto il monastero facendo continuamente il segno della croce. Gli chiesi: cosa stai facendo? E lui mi rispose: verrà il tempo in cui, a causa dei nostri peccati, anche la natura sarà messa alla prova, persino gli alberi. Disse anche, che gli incendi nascono dall’invidia di Satana: non sopporta la bellezza della creazione del Dio Trino. E poiché non può colpire Lui, colpisce la Sua immagine, che è l’uomo».
Infine concluse: «In ogni male che accade, noi chierici e voi fedeli che frequentate la Chiesa, vi supplico: fate il segno della croce con le tre dita. Benedite l’ambiente. Da anni, seguendo i consigli dei padri, ogni volta che mi sposto, faccio sempre il segno della croce sugli alberi, sui villaggi».