L’uomo di Cristo fa di tutto una preghiera,San Porfirio


L’uomo di Cristo fa di tutto una preghiera  

Tutti i nostri problemi, materiali, fisici, ogni cosa, affidiamoli a Dio. Come diciamo nella Divina Liturgia: «…e tutta la nostra vita affidiamo a Cristo Dio».  

Tutta la nostra vita la lasciamo a Te, Signore. «Sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra».  

L’uomo di Cristo fa di tutto una preghiera. Anche la difficoltà e la tribolazione le trasforma in preghiera. Qualsiasi cosa gli capiti, subito comincia: «Signore Gesù Cristo…».  

La preghiera giova in tutto, anche nelle cose più semplici. Per esempio, se soffri d’insonnia, non pensare al sonno. Alzati, esci e poi rientra nella stanza, sdraiati sul letto come se fosse la prima volta, senza pensare se dormirai o no.  

Concentrati, recita la dossologia e poi tre volte «Signore Gesù Cristo…» – e così il sonno verrà.  

Tutto si sistema con la preghiera. Ma bisogna avere amore, ardore nella preghiera. Non avere ansia, ma fiducia nell’amore e nella provvidenza di Dio. Tutto è parte della vita spirituale.  

Tutto viene santificato: il bene, le difficoltà, le cose materiali e quelle spirituali. «Qualsiasi cosa facciate, fatela per la gloria di Dio». Come dice l’Apostolo Paolo? «Sia che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio» (1 Cor 10,31).  

Quando sei in preghiera, tutto avviene come si deve.  

Per esempio, lavi i piatti e non ne rompi nessuno, non fai danni. La grazia di Dio scende dentro di te.  

Quando hai la grazia, tutto si compie con gioia, senza fatica.  

Se preghiamo continuamente, Dio ci illuminerà su cosa fare ogni volta, anche nelle situazioni più difficili.  

Dio ce lo dirà dentro di noi. Dio troverà le vie. Possiamo, certo, unire la preghiera al digiuno. Cioè, quando abbiamo un problema serio o un dilemma, prepariamoci con molta preghiera e digiuno. Anch’io ho fatto così molte volte.  

Quando invece abbiamo richieste per il mondo, esprimiamole in segreto, con la preghiera che avviene «nel nascondimento» e non si vede.  

Le troppe distrazioni non favoriscono la preghiera. Lascia i telefoni, le comunicazioni e le troppe chiacchiere con la gente. Se il Signore non aiuta, cosa possono fare i nostri sforzi? Dunque, preghiera, preghiera con amore.  

Meglio aiutarli da lontano, con la preghiera. Li aiutiamo nel modo migliore, nel modo più perfetto.  

Dal libro:Vita e insegnamenti del Padre Porfirio di Kavsokalivia

Monastero di Chrysopigi, Chanià 2008.


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