CRISTO, BENEFATTORE DELL’UOMO Come racconta l’evangelista Luca, il Signore attraversava con i suoi discepoli le acque tempestose del lago di Tiberiade. I discepoli, terrorizzati, lo supplicarono di salvarli dal pericolo imminente di annegare. Ed Egli, con la sua parola, placò il mare! Dopo questo evento miracoloso, approdarono sulla riva opposta, nella regione dei Geraseni. Cristo, infatti, desiderava questa volta placare la tempesta che sconvolgeva l’anima di un uomo che viveva in quella regione e che soffriva indicibilmente a causa dell’influenza degli spiriti impuri. Gli spiriti impuri Secondo l’insegnamento della Sacra Scrittura e della Tradizione della Chiesa, gli spiriti impuri sono esseri personali appartenenti al mondo spirituale, dotati di autocoscienza, volontà propria e libertà. Furono creati da Dio, come tutte le altre schiere angeliche. Tuttavia, precipitarono dall’altezza della gloria divina e dalla comunione con Dio a causa della loro pretesa di autonomia, della scelta d...
LA VANITÀ DELLA RICCHEZZA Il brano evangelico che viene letto oggi durante la Divina Liturgia è un racconto prevalentemente parabolico e allegorico, ricco di immagini e contrapposizioni. Attraverso questo metodo didattico, ampiamente diffuso in Palestina all’epoca di Cristo, il Signore aiuta i suoi ascoltatori a comprendere il suo insegnamento, suscitando il loro interesse per poi rivelare il significato più profondo delle parabole. Oggi ci soffermeremo su alcuni aspetti significativi di questo brano, che ci aiuteranno ad approfondirne il messaggio. Il ricco notabile e il povero Lazzaro I protagonisti del racconto sono, da una parte, un ricco notabile, che vestiva «di porpora e di bisso», ossia di abiti estremamente preziosi, e ogni giorno si concedeva sontuosi banchetti; dall’altra, il povero Lazzaro, malato e paziente, abbandonato presso la porta della casa del ricco, coperto di piaghe e desideroso di sfamarsi con le briciole che cadevano dalla sua tavola. Un giorno, però, entr...
Padre Simone Arvanitis: «Piangevamo entrambi per il grandissimo miracolo che era avvenuto!» Un giorno ero andato a trovare padre Zosima ( il monaco Zosima, discepolo del padre Simone Arvanitis), che allora viveva nella piccola cappella dedicata a San Luca Evangelista, situata dietro il Monastero di San Pantaleone, il Grande Martire e Taumaturgo, sul monte Penteli. Una domenica, mentre tornavo giù dalla montagna, a una curva vidi un’automobile Toyota abbandonata in basso. Il conducente mi fermò e mi chiese di aiutarlo: era impossibile riuscire a tirare fuori la macchina da soli, in due. Gli dissi: — Andrò qui sotto, all’incrocio, presso l’edicola votiva dedicata a San Pantaleone, per chiamare gli operai e chiedere loro di aiutarci. Purtroppo tornai senza aver ottenuto nulla. Gli spiegai che gli operai avevano terminato il lavoro e che non era possibile fare niente. — Andrò ad Atene e porterò una gru per tirare fuori la macchina. Quando il conducente udì queste parole, esclamò: — No, no!...
LA POTENZA DEL NOME DI GESÙ Nella domenica odierna, la Chiesa ci invita a celebrare l’apostolo ed evangelista Luca, che, secondo una tradizione ecclesiastica, faceva parte dei Settanta Apostoli, inviati dal Signore a due a due ad annunciare la parola della salvezza. L’evangelista Luca era originario di Antiochia di Siria ed è autore di due libri del Nuovo Testamento: il terzo Vangelo e gli Atti degli Apostoli. Tra i quattro evangelisti, è quello che offre la ricostruzione storica più ampia e accurata degli avvenimenti e che ci ha tramandato il maggior numero di testimonianze sulla Santissima Madre di Dio. Fu un prezioso collaboratore e compagno di viaggio dell’apostolo Paolo, un medico illustre, un iconografo di immagini sacre della Madre di Dio e un profondo conoscitore della lingua greca. Durante la Passione del Signore si trovava a Gerusalemme e, la mattina di Pasqua, si stava dirigendo insieme a Cleopa verso il villaggio di Emmaus, afflitto per tutto ciò che era accaduto a Cristo. ...
San Demetrio Salonicco San Demetrio e il messaggio teologico dei martiri della fede di Michail Choulis, teologo Dopo la Sacra Scrittura, i Sinassari dei santi della Chiesa rivestono una particolare importanza spirituale per rafforzare la nostra fede e contribuire alla nostra salvezza. Attraverso di essi e mediante la predicazione ecclesiastica, i santi, i martiri e i confessori della fede di ogni epoca parlano al nostro cuore e alla nostra interiorità. Ci ricordano il valore della riunione liturgica, della Divina Eucaristia, dell'unione con Cristo, della testimonianza quotidiana della coscienza cristiana, della resistenza alle tentazioni, della professione della fede e, se necessario, della testimonianza resa con il proprio sangue. Annunciano così la Croce e la Risurrezione del Signore, fino al suo ritorno, quando verrà a giudicare i vivi e i morti. Nella Chiesa ortodossa i martiri della fede sono oggetto di una venerazione particolarmente profonda. Ciò non significa, naturalm...
Quando doveva recarsi a visitare gli istituti, la sera precedente, insieme a Barbara, disponeva su una panca di legno i vari generi di aiuti che gli erano stati portati. Alcuni erano destinati all’orfanotrofio, altri ai detenuti, altri ancora alle famiglie povere, agli anziani inabili e a quanti non erano più in grado di provvedere a sé stessi. Prendevano anche dai diversi recipienti tutto ciò che poteva essere necessario. Il giorno seguente, il Padre chiamava alcuni giovani del villaggio, consegnava loro quanto aveva messo da parte per i paesi vicini e li mandava a lasciare di nascosto gli aiuti nelle case delle famiglie che sapeva essere in difficoltà. Il resto lo caricava sulle spalle insieme alla piccola Barbara, e si incamminavano a piedi verso Drama, per distribuire personalmente gli aiuti. Il Padre camminava davanti, mentre la bambina lo seguiva. Lei si domandava sempre come fosse possibile che il Padre, che in monastero vedeva faticare persino a camminare, ora procedesse così v...
IL SEMINATORE CELESTE La parabola del seminatore è strettamente legata alla persona di Gesù Cristo, poiché è Lui il buon agricoltore; il seme è la Parola di Dio, mentre il terreno nel quale esso viene gettato è il cuore dell’uomo. Sant’Giovanni Crisostomo afferma, con grande acutezza, che il Seminatore celeste è uscito per seminare. Ma da dove è uscito, si domanda il santo, Colui che è presente in ogni luogo e che, con la Sua presenza, riempie ogni cosa? E in che modo è uscito? Non nel senso di uno spostamento nello spazio, bensì attraverso la Sua condiscendenza nei nostri confronti, facendosi più vicino a noi mediante l’Incarnazione. E perché è uscito? Per distruggere forse la terra ricoperta di spine? Niente affatto. È venuto per coltivarla, prendersene cura e seminare la parola della pietà e della devozione a Dio. Questa è l’opera di Cristo. La cooperazione dell’uomo Il cuore dell’uomo, tuttavia, viene oscurato dal peccato. Sprofonda nelle tenebre spirituali e si chiude in se stesso...
I libri spirituali e in particolare la Sacra Scrittura sono molto utili,ma finché la mente non si illumina con la preghiera del cuore (Gesù Cristo abbi pietà di me), è preferibile dare inizialmente maggiore importanza alla preghiera e quando la mente si illuminerà, allora prenderemo anche lo studio. Quante persone senza illuminazione, leggendo i testi giusti,sono cadute in inganni e nelle eresie,perché hanno sbagliato nell’interpretazione... Leggi regolarmente la Sacra Scrittura e i libri dei Padri.Sforzati però di mettere in pratica ciò che leggi.Altrimenti la conoscenza non solo non ti sarà di beneficio,ma ti riempirà di orgoglio. Qualcuno mi disse che aveva imparato a memoria il Vangelo e l’Antico Testamento. Gli dissi: Se non senti dentro di te ciò che hai imparato,hai riempito l’aria di parole. Padre Efrem, Skiti di Sant’Andrea, Monte Athos ✝
Teologia Patristica Protopresbitero Ioannis S. Romanidis (+) Professore Universitario Elementi di Antropologia e Teologia Ortodossa 1. Cos’è la mente dell’uomo La guarigione dell’anima dell’uomo è la principale preoccupazione della Chiesa Ortodossa. La Chiesa ha sempre curato lo spazio dell’anima. Aveva constatato, dalla tradizione ebraica e dallo stesso Cristo e dagli Apostoli, che nello spazio del cuore fisico opera qualcosa che i Padri hanno chiamato “mente” (nous). Hanno preso, cioè, il tradizionale “nous”, che significa intelletto e razionalità, e hanno fatto una distinzione. Hanno chiamato “mente” questa energia noetica che opera nel cuore dell’uomo spiritualmente sano. Non sappiamo quando sia avvenuta questa differenziazione, poiché accade anche che alcuni Padri usino la stessa parola, “nous”, per indicare sia la razionalità sia l’energia noetica, quando questa scende e opera nello spazio del cuore. Da questo punto di vista, l’energia noetica è un’unica energia dell’anima, ...
San Dionisio l' Areopagita , Atene La Chiesa è un ospedale, non un tribunale delle anime. Non condanna per i peccati, ma offre il perdono. Con il pentimento cancelliamo ogni peccato nell’infinito oceano della misericordia di Dio. Coloro che sono in piedi tendano fraternamente la mano a chi è caduto. Coloro che camminano saldamente sulla via della salvezza attirino a sé anche quanti vagano sull’orlo degli abissi della perdizione. Non preoccupiamoci soltanto del nostro interesse, ma anche del bene dei nostri fratelli… Tutti temiamo le disgrazie terrene, ma nessuno trema al pensiero della dannazione eterna. Indicibile è il dolore della mia anima di fronte al nostro indurimento spirituale. «Chi potrà trasformare il mio capo in un pozzo d’acqua e i miei occhi in sorgenti di lacrime, perché io pianga giorno e notte il mio popolo?» (Geremia 9,1). Oh, se poteste comprendere anche il mio dolore! Se poteste vedere il fuoco che arde nel mio cuore, vi rendereste conto che soff...