Vuoi che il Signore ti ascolti? Non amareggiare mai nessuno.

 


Se lasci una finestra aperta, entrerà la luce. Se tutto è chiuso, da dove entrerà la luce, anche se fuori ce n’è in abbondanza…  

Così è anche nelle cose spirituali: apri il tuo cuore a Cristo nostro Signore, supplicalo ed Egli ti aiuterà! Il Salterio è il mio nutrimento quotidiano. Amalo molto e leggilo. Anche solo uno o due salmi al giorno. E quando hai dolore, quando sei tentato, leggi con attenzione e amore il Salterio e sentirai un cambiamento dentro di te.  

Considera la Chiesa come un ospedale. Perché si va in ospedale? Per essere guariti. Dì: "Perché sono venuto qui?" (in Chiesa) e supplica Cristo nostro Signore, la nostra Madre Santissima e i Santi!  

Quando ti trovi in momenti difficili, recita il "Credo". Lentamente e sentendolo profondamente. Ogni parola deve arrivare nel profondo del tuo cuore, non in modo formale e arido. Io lo recito molte volte al giorno, 5-6 o anche di più.  

Dopo i Vespri, di’: "Mio Signore, Tu mi vedi come sono! Non ho contrizione. Non so pregare come si deve. Ho molte debolezze! Non combatto ancora come Tu vuoi. Cosa sarà di me in questo stato? Aiutami, Signore!" Parla con Lui come se fosse davanti a te, proprio come parli con me.  

Vuoi che il Signore ti ascolti? Non amareggiare mai nessuno. Le tue parole siano pacifiche, dolci, zuccherate.  

Più si assapora Dio, dice un Padre, più si ha fame di Lui. L’acqua dipinta non disseta, né il pane dipinto sazia. Nella sapienza mondana sentirai molte cose sulla virtù, ma sono incapaci di convincerti. Non ha esperienza della virtù. Non l’ha sperimentata con le opere. Per dire che un cibo è gustoso, devi assaggiarlo. Sì, che possiate avere fame, sete e sazietà di Dio, questo vi auguro.  


Padre Ieronymos di Egina 

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